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Il 15 Novembre scorso si è tenuto un convegno su Padre Ruggero Cipolla, cappellano delle carceri torinesi per 50 anni e che accompagnò alla fucilazione 72 condannati a morte.
Ad un anno dalla sua scomparsa, si è avvertito il bisogno di riunire persone che l'hanno conosciuto in vita per proporre a tutti, giovani ed adulti, il suo esempio di vita spesa a favore dei carcerati in cui vedeva l'immagine di Cristo sofferente.

L'incontro si è svolto presso la Galleria d'Arte Moderna sotto il patrocinio del Comune di Torino e ha visto la presenza di tanti giovani ed adulti per fare propri i valori umani, civili e spirituali del frate Francescano.

Degli invitati a testimoniare, assenti al convegno, sono stati raccolti i seguenti scritti:

Sono dispiaciuto di non poter prendere parte al convegno che l'Associazione Nessun Uomo è un'isola dedicata a Padre Ruggero Cipolla, ad un anno dalla sua morte.
A maggior ragione, desidero però ricordare con voi la figura straordinaria del frate francescano che, armato soltanto della propria pietas seppe guardare negli ochhi la disperazione della morte, senza mai sgomentarsene e anzi offrendo, unica consolazione, ai "suoi condannati a morte" come ebbe a intitolare un suo libro, l'attimo di umanità capace di rasserenare, nell'imminenza, certa, della fine.

Ricordo perfettamente Padre Ruggero, sin dall'anno della mia prima elezione, presente e lucido alle commemorazioni cittadine dei martiri della Resistenza. Ricordo di lui la vitalità e la forza che trasmettevano i suoi novant'anni, e la chiara umanità dei suoi occhi. Come me lo ricordano i torinesi, le famiglie di quelli che lo incontrarono, tutti coloro che sanno riconoscere, incontrandola, l'umiltà grande di chi è capace di amare il suo prossimo senza riserva.

Ricordare oggi quest'Uomo equivale a rendere onore alla sua, come disse lui stesso ad un giovane condannato, "lotta di trent'anni", contro l'indifferenza e l'orrore.
Per questo vi ringrazio e vi auguro buon lavoro

Sergio Chiamparino
Sindaco di Torino

 

Un vivo cordiale commosso augurio per l'incontro di memoria e riconoscenza all'indimenticabile padre Ruggero, ricordando la sua limpida granitica fede e la sua immensa carità, testimonianza di Vangelo vissuto in pienezza. 

Diego Bona 

Vescovo emerito di Saluzzo

 

 

Sono dolente di non poter partecipare, per impegni professionali, al meeting che avrà luogo il 15 p.v. alla Galleria di Arte Moderna, in ricordo del compianto Padre Ruggero.

Il ricordo di un uomo meraviglioso è ancora vivo in me, e sarei grato, se potessi ricevere eventuali relazioni che fossero stampate e raccolte, onde poter aggiornare il dossier di Padre Ruggero.

Auguri vivissimi di Buon Lavoro. 

Dr. Sebastiano Conio 

 

PADRE RUGGERO...........
Tu, o Padre che del mondo
conoscesti l'odio e l'amore,
la malvagità e la benevolenza,
ora riposi nella casa dei giusti.
Proteggi col tuo saio il ricordo
che abbiamo accomunato di Te.
Il ricordo delle tue opere,
del tuo amore per il disperato,
per il derelitto, per il reietto,
in questo mondo di ipocrita
e malcelata beneficienza.
Proteggi chi ti ha accompagnato
nell'ultimo viaggio terreno,
nella dolce e serena pace
della cappella funeraria.
Ma io so, che li non sei, perchè
sei nel nostro cuore desolato,
che dal tuo esempio impara,
a non obliar gli amici.
Torino 29/12/06 ore 23.30
Un affettuoso ricordo di
Padre Ruggero, di recente
scomparso.

Dr. Sebastiano Conio

Con l'incarico di postulatore per le Cause dei Santi, presi casualmente contatto con P. Ruggero quando stavo scrivendo la Positio del Servo di Dio P. Giuseppe Girotti O.P. morto a Dachau per aver dato soccorso e ricetto agli Ebrei perseguitati dalle forze nazifasciste.
Fui subito stupito dalla straordinaria semplicità di questo frate francescano, ma soprattutto mi colpì il suo modo di esporre i fatti di cui lui stesso era stato protagonista: nessun trionfalismo celebrativo, nessun accento retorico, nessuna glorificazione di sé stesso.
I suoi 50 anni dedicati all'assistenza spirituale e morale dei detenuti, vivendo praticamente con loro, prigioniero per la maggior parte della vita della sua stupefacente missione che lo obbligava a dividere lo stesso luogo e gli stessi spazi dei carcerati, si traducevano nei suoi ricordi in gustosi aneddoti soffusi di un velato umorismo, all'insegna dell'umiltà più schietta e genuina. Rimasi conquistato dalla sua eccezionale modestia e dalla squisita bontà che traspariva dalle sue parole e divenni all'istante un suo fervente ammiratore.
Quando venni al carcere delle Nuove, proprio alla vigilia del suo 95° compleanno per rendere l'estremo omaggio alla sua salma, mi sorpresi a pensare che come postulatore avevo avuto una ben singolare fortuna: tutti i miei colleghi si sono sempre occupati della canonizzazione dei Santi ormai defunti... Dio, nella persona di P. Ruggero, mi ha dato l'opportunità di conoscerne uno quando era ancora in vita!
Valerio Morello
Postulatore e Collaboratore della Congregazione per le Cause dei Santi

 

Ho avuto la fortuna di conoscere una persona speciale, Padre Ruggero. la sua missione era quella di fare del bene, aiutare chi ne aveva bisogna. Nelle carceri "Le Nuove" di Torino, si può dire che lui ne era il custode, perchè proprio li ha aiutato tutti quei condannati, ad affrontare la morte con coraggio; e nello stesso tempo porgeva la spalla ai parenti che perdevano, un figlio, un papà o un fratello. Lui credeva molto nei giovani, dove secondo lui, sono gli unici che possono migliorare il mondo. Mi ha colpito la sua forza immensa che aveva, a 95 anni aveva ancora tanta voglia di fare; peccato che la stessa forza non ce l'hanno molti giovani, che superare un ostacolo, lo aggirano. Concludo ricordando una frase che lui diceva sempre: "Figlioli, non amiamo a parole nè con la lingua, ma con i fatti e nella vertà".
Simone Tusino
Studente ITIS E. Majorana di Grugliasco

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