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In occasione della ricorrenza della Giornata della Memoria, alle 15.00 e straordinariamente alle ore 17.00, visite al percorso storico museale.

Alle ore 19.00, 20.00 e 21.00 lo spettacolo “Il Flebile filo della memoria” della Compagnia Teatrale “Lontani dal Centro”

presso la sala polivalente del Museo (Ex-Teatro). Lo spettacolo sarà preceduto, presentandosi 1 ora prima dell'inizio di ciascun spettacolo, dalla visita del Braccio sotto il comando delle SS naziste (1943-45) e delle celle dei condannati a morte. Prenotazione obbligatoria ai numeri 0113090115 / 3278188145 / 3478814139. Ingresso 5 euro.

 

Locandina LeNuove 270118 3 1

“Il flebile filo della memoria” tratta il dramma della Shoah, utilizzando le testimonianze dei deportati, con l’obiettivo di persuadere gli spettatori a tramandare il ricordo e l’insegnamento fornito da un tale dramma.

Solo avendo ben presente ciò che accadde nel passato, tutti noi potremo interpretare correttamente gli avvenimenti del nostro presente.

I semi che generarono quel funesto passato sono ancora tra noi, come dimostra la diffidenza verso gli stranieri provenienti dall’Africa e dal Medio Oriente, giunti in Occidente per chiedere ospitalità e protezione dai conflitti e dalle persecuzioni di cui sono vittime o il genocidio Ruandese, il massacro di Srebrenica, la pulizia etnica Kosovara.

Riteniamo necessario far capire come i pregiudizi, anche i più banali, che si hanno verso gli altri, isolino quelli che né sono vittime. Una volta isolati i “presunti diversi” si sente la necessità di segregarli, di riunirli in uno stesso luogo dove poterli controllare.

Si passa rapidamente alla loro disumanizzazione, non considerandoli più esseri umani ma oggetti. La fase finale di questo processo è il loro annientamento.

La visita in un luogo di segregazione di vittime innocenti, quale è stato il carcere le Nuove durante la seconda guerra mondiale, tramite le spiegazioni offerte dalle guide, potrà dar modo ai partecipanti,  di riflettere su quanta sofferenza ha causato, e causa ancora oggi, il non considerare l’altro una risorsa con cui poter collaborare ma un ostacolo che si oppone al raggiungimento dei nostri scopi.

Respirare la privazione della libertà può far capire loro che essa non è garantita e quanto sia importante difenderla.

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