itenfrdees

Convegno "Carcere Le Nuove e Terrorismo", presso il 1° Braccio del Carcere Le Nuove

In occasione del 90° anniversario della fine 1° Guerra Mondiale, saranno visibili, nei cubicoli della Cappella, graffiti di soldati disertori, di renitenti alla leva del 1916 -18, di uomini condannati ingiustamente per ragioni politiche. E' uno spaccato storico inedito non scritto nei testi scolastici. Interessanti i graffiti che inneggiano a Gabriele D'Annunzio per la questione di Fiume, e in modo particolare a Francesco Nitti, che nel 1920 emanò un'amnistia a favore di detenuti per reati militari. A tale proposito, DOMENICA 9 NOVEMBRE VISITE GUIDATE ORE 9.00; 11.30; 15.00; 17.00
Ore 10.30: S. Messa per ricordare i Caduti della 1° Guerra Mondiale e di tutte le guerre, celebrata dal Cappellano della Casa Circondariale "Lorusso & Cutugno di Torino.
Al termine della S. Messa la deposizione di una corona d'alloro alla lapide degli Agenti morti in servizio.

Htein Lin. Serie N. 00235 è la prima mostra personale in Italia dell’artista birmano Htein Lin (Ingapu, Birmania, 1966), che presenta lavori realizzati durante il periodo trascorso in carcere come prigioniero politico, accusato di opposizione al regime. La performance e la pittura diventano per l’artista strategie di sopravvivenza: realizza un corpus di oltre 300 dipinti e 1.000 illustrazioni che offre una rara visione e testimonianza della vita nelle carceri di Myanmar (ex Birmania), paese guidato da un regime autoritario e repressivo. 
Per poter continuare a dipingere, in prigione utilizza tutti i mezzi possibili: vernici contrabbandate dalle guardie, al posto dei pennelli impiega siringhe ottenute dall’infermeria, oltre ad accendini, piatti dei pasti, pezzi di garza, blocchi di sapone, uniformi a brandelli da cui ricava le tele. 
Htein Lin ha inoltre aperto la strada alla performance artistica in Birmania, a partire dal 1996 con “The Plastic Age” e “Guitarist”, street performance nel centro di Yangon. 
Nel 1988 Htein Lin ha partecipato alle attività del movimento in favore della democrazia in Birmaniae ha scontato per questo quattro anni di esilio fra India e Birmania del Nord presso i campi di All Burma Students Democratic Front (ABSDF), un gruppo di oppositori del governo militare, trascorrendo anni di emigrazione volontaria e forzata - da una città a un villaggio, dalla giungla alla prigione. 
Durante i sei anni e mezzo trascorsi in carcere, le sue performance hanno incluso “0 + 0 + 0 = 0” (Mandalay, prigione, 1999), “The Fly” (Myaung-Mya, prigione, 2001), “Cleaner” (Myaung-Mya, 2002), “Life” (Myaung-Mya, 2003). 
Dopo aver lasciato il carcere nel novembre del 2004, Htein Lin ha continuato la sua attività artistica, realizzando diverse performance tra cui “Mobile Art Gallery / Mobile Market” nelle strade di Yangon, a cui sono seguiti cinque giorni di detenzione e interrogatori. 

Queste opere, in mostra per la prima volta in Italia, sono una selezione della serie N. 00235, numero attribuitogli dalla Croce Rossa Internazionale in visita alla prigioni di Mandalay e Myaungmya. 
L'artista incontrerà il pubblico il 24 ottobre 2008 alle ore 11 presso il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Quartieri Militari, Corso Valdocco, Torino, nell'ambito dell’iniziativa “2008: un anno per i diritti”. Intervengono i curatori e Peter Popham (corrispondente dall’Italia per “The Independent”). 
Htein Lin. Serie N. 00235 è un evento dell'Associazione Culturale Passepartout, realizzato con il contributo della Regione Piemonte, in collaborazione con il Museo del Carcere “Le Nuove”. 
Progetto didattico di Elena Ragusa e Luisa Romeo. 
La mostra aderisce all’iniziativa “2008: un anno per i diritti” - Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà, Torino. 
Si ringraziano Daniela Bezzi, giornalista, Peter Popham, corrispondente dall’Italia per The Independent) e curatore del sito freeaungsansuukyi.org (media partner) e Vicky Bowman.

Mostra Fotografica in bianco e nero per essere meno indifferenti. A cura di Vittorio Scheni.
La mostra è articolata in due reportage:
INFERNO CHURECA, LEBBRA UN MALE DI CLASSE
La mostra tratta problematiche sociali di degrado e povertà in Nicaragua realizzata per conto di alcune Associazioni di volontariato italiane che realizzano progetti di solidarietà presso la discarica di Managua in Nicaragua.
Il secondo reportage ( Lebbra un male di classe) è stato realizzato presso l'ospedale dermatologico di Managua l'unico attrezzato per la cura di tale patologia a ncora presente in centro America,dove vengono ricoverati i lebbrosi e le loro famiglie anche di altre Nazioni vicine al Nicaragua ed ha per scopo la raccolta fondi per l'acquisto di farmaci. 

"Ci sono anche vacche scheletriche circondate da insetti, che mangiano direttamente dalla montagna di immondizia, come se fossero al pascolo. E per completare il terribile scenario, centinaia di uccelli volano sul luogo e scendono laddove non ci sono perrsone."
David Sanz Ezquerro, inviato speciale di El Mundo

Intervento dell’Assessorato Verde Pubblico del  Comune di Torino nel rifacimento  del Giardino del Silenzio nella Sezione Penale dell’ex-carcere “Le Nuove” 4-20 Giugno 2008 – Ringraziamenti dell’Associazione “Nessun uomo è un’isola” 

La mostra “Flexibility - design in a fast-changing society” si interroga sui legami tra flessibilità e design, dove per flessibilità si intende la facilità con cui un sistema o un suo componente si può modificare e adattare all'uso in applicazioni o ambienti diversi da quelli per cui è stato appositamente progettato. 
Un percorso narrativo ed esperienziale esplora i molteplici modi di progettare il mondo e la società a partire da un concetto di adattatività, nell’ottica di trasformare gli ambienti cittadini e urbani in luoghi più duttili, spazi durevoli, ma anche accoglienti e modificabili.

Alle “Carceri, Le Nuove” la mostra si snoda lungo i corridoi intervallati dalle celle di prigionia disegnando un percorso in tre tappe, scandito dai risultati della ricerca musicale di tre sound designers. L’effetto è stridente e di impatto: l’apologia della flessibilità e la costrizione del luogo dialogano, dando vita a un singolare ossimoro concettuale. 
Nello spazio circolare del panopticum, da cui si diramano i bracci di detenzione, la mostra introduce il visitatore ai molteplici significati oggi attribuiti al concetto di flessibilità. A seguire, nel braccio maschile, sono proposti esempi di oggetti e soluzioni di design efficaci in termini di adattabilità e versatilità e applicabili all'interno delle nostre case, negli ambienti di lavoro, nello città. A chiosa, il percorso espositivo si conclude nel braccio femminile mettendo in scena dieci installazioni create appositamente da altrettanti designer emergenti nel panorama internazionale.

Un tragitto articolato per proporre e sostenere la flessibilità come approccio progettuale, nonché come processo da imparare ed esercitare per sfruttare opportunità imprevedibili e affinare la capacità di adattamento, e quindi di sopravvivenza, dell’individuo. 
Un workshop e un dibattito completano la mostra:
Il 26/27 giugno si tiene un workshop con i designers delle installazioni esposte per promuovere la discussione sulle questioni sollevate. La partecipazione è aperta a studenti e professionisti, che -in due sessioni differenti- possono esplorare i processi di design applicati alla città di Torino.
Il 28 giugno ha luogo un dibattito aperto al pubblico per analizzare e riflettere su alcuni dei progetti sviluppati dai designer per la mostra, così come su altri specifici aspetti relativi alla Flessibilità. Il dibattito è presieduto dalla curatrice della mostra e da Alice Rawsthorn, critica di design per l’International Herald Tribune. 

10 designer coinvolti nei 10 progetti/installazioni:

Antenna Design (Sigi Moeslinger & Masamichi Udagawa)(www.antennadesign.com)
Austria/Japan/USA 

Bertjan Pot (www.bertjanpot.nl)
The Netherlands 

Clemens Weisshaar & Reed Kram (www.kramweisshaar.com)
Germany/Sweden 

Edward Barber & Jay Osgerby (www.barberosgerby.com)
United Kingdom

Emiliana (Ana Mir & Emili Padrós) (www.emilianadesign.com)
Spain 

Fernando Brízio (www.fernandobrizio.pt)
Portuga

Giulio Iacchetti (www.giulioiacchetti.com)
Italy

Matali Crasset (www.matalicrasset.com)
France

Patricia Urquiola (www.patriciaurquiola.com)
Spain/Italy 

Ross Lovegrove (www.rosslovegrove.com)
United Kingdom 


Curatrice: Guta Moura Guedes
Portoghese, con un percorso eclettico di studi che spaziano dalla musica alla biologia e al management fino alla laurea in Architettura, è stata tra i fondatori, a Lisbona,di Experimenta, un’associazione culturale per la promozione della cultura del design
di cui è diventata presidente nel 2002. Tra le attività dell’associazione, la Biennale Experimenta Design è forse la più importante e conosciuta a livello internazionale. Dal 2004 al 2005 ha ricoperto anche il ruolo di Amministratore del Centro Culturale di Bélem.

Per maggiori informazioni sul calendario di Torino 2008 World Design Capital:
www.torinoworlddesigncapital.it

Santa Messa in ricordo di san Giuseppe cafasso. Celebra Don Alfredo Stucchi.

Festa della Repubblica. Santa Messa. Celebra Don Alfredo Stucchi.

Pagina 16 di 17
Vai all'inizio della pagina