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12 Dicembre ’14, alle ore 20.30, presso il 1° Osservatorio del Museo del carcere “Le Nuove”, la CASA DI GIONNI presenta l’opera teatrale “Officna 0”. La microstoria dell’Italia durante l’occupazione nazifascista.

Ingresso € 5,00

Incontro con Stefano Caselli e Davide Valentini autori di Anni spietati “Viaggio nella memoria nascosta per le strade e i luoghi simbolo della Torino degli anni ′70”
TERRORISMO E ANNI DI PIOMBO - I FATTI. Questo il tema dell′Incontro di domenica 11 maggio al Museo del carcere Le Nuove di Via Borsellino 3 a Torino -ore 18:30- con Stefano Caselli e Davide Valentini, autori di Anni spietati - Laterza-, che dialogheranno con Marco Imarisio del Corriere della Sera su uno dei più tormentati periodi della Repubblica.
Protagonista è Torino, che racconta in prima persona gli anni bui del Terrorismo consegnandoci le istantanee delle strade e dei muri imbrattati di sangue, Torino che vede celebrare il Processo alle Brigate Rosse. Ci sono poi le voci narranti di chi c′era – i cronisti di allora Ezio Mauro e Ettore Boffano; Andrea, figlio di Carlo Casalegno; Diego Novelli allora Sindaco- e molti altri.
L′incontro, che si inserisce nel programma di Salone Off Circoscrizione 3, inaugura il ciclo “STORIE CHE RACCONTANO LA STORIA”, vero e proprio progetto pensato per ripercorrere la Memoria storica del Carcere Le Nuove, dal 1870 al 2003, anno in cui è datata la sua dismissione.
“Le Nuove rappresentano una finestra su una realtà storica inedita – racconta Felice Tagliente, direttore del Museo – da salvaguardare e da far conoscere. Uomini di ogni religione e nazionalità sono passati da questo Carcere, e qui si conserva non solo memoria storica di “eventi collettivi” come il Terrorismo degli anni 70 fu certamente; ma anche di “microstorie” di grande valore storico e umano.
Le Nuove presidiano oggi il primato dell′uomo – conclude Tagliente - in un′area urbana che già nel passato venne concepita a suo uso e servizio”.
“Storie che raccontano la storia” viene presentato ufficialmente lunedì 12 maggio alle 10:00 al Salone internazionale del libro negli spazi istituzionali messi a disposizione dalle Biblioteche Civiche Torinesi, alla presenza, oltre che di Felice Tagliente, di Cristina Ballerini di Ocra Lab Idee per comunicare, che ha sottoposto e scritto il Progetto per il Museo, di Guido Vaglio direttore del Museo diffuso della Resistenza di Torino e di Pietro Polito direttore del Centro Studi Piero Gobetti.
Quella di domenica 11 è dunque “la prima”, che parte dritta dai contenuti. Dritta e spietata, come è la cronaca dei fatti di quegli anni che Caselli e Valentini ripercorrono nel loro libro. Un viaggio nella memoria di una Torino piegata dalla violenza e dal dolore.

STORIE CHE RACCONTANO LA STORIA aderisce a “IL MAGGIO DEI LIBRI” Campagna nazionale di promozione della lettura
LE LETTURE dell′11 maggio sono di Nicola Stante
L′INGRESSO E′ LIBERO


GLI AUTORI E I LIBRI DELL′11 MAGGIO

Stefano Caselli (Torino, 1975), giornalista, scrive per Il Fatto Quotidiano. Ha collaborato con Diario, La Repubblica, Radio 2 e Sky TG24

Davide Valentini (Moncalieri, 1980), documentarista e autore televisivo, collabora con la Società di produzione SGI di Torino. Alcuni dei suoi lavori sono stati trasmessi da Rai2 Rai3 Direct TV BBC World.

Insieme realizzano il ciclo di documentari Anni spietati, dedicato alla storia delle principali città italiane attraversate dalla violenza del Terrorismo degli Anni ′70. I filmati monografici relativi a Torino, Genova, Milano vengono messi in onda dal programma tv “La Storia siamo noi” di Giovanni Minoli.

Il libro omonimo uscito per Laterza nel 2011 è la fotografia dei fatti accaduti a TORINO.

OCRA LAB Idee per comunicare

E′ un laboratorio creativo nato nel gennaio di quest′anno, da esperienze e competenze pluriennali nei settori arte e editoria. La CREATIVITA′ è un mezzo: per avvicinare le persone alla conoscenza, per creare occasioni, per diffondere il virus della curiosità e il beneficio del dubbio.
Quando le idee si traducono in progetti, è allora che nasce l′esigenza di raccontare i contenuti riversandoli in eventi. STORIE CHE RACCONTANO LA STORIA è uno di questi.

Quasi tutti gli ebrei furono prima imprigionati e poi tradotti con carri bestiame nei campi di sterminio. Pochi altri furono soltanto arrestati ed incarcerati a tutte le età, senza rispetto della dignità umana. Il destino fu diverso ma le cause storiche furono le medesime: erano “razza ebraica”.
Quest’anno l’Associazione “Nessun uomo è un’isola” vuole ricordare alcuni ebrei reclusi nelle carceri piemontesi, non deportati e mai ricordati perché trascritti soltanto nei registri di matricola delle varie prigioni in cui furono rinchiusi. Si tratta di un progetto che, con la collaborazione del Politecnico di Torino, mira a dare luce a tutti i detenuti politici del Piemonte e Valle d’Aosta, 1943-45 : ebrei, militari, civili, stranieri.
Presso il Museo del carcere “Le Nuove”, la mostra “Dal male dell’uomo al bene comune: ricordare per essere liberi” è già aperta al pubblico, in particolare alle scuole, dal 15 dicembre u.s. fino al 10 febbraio p.v. 
Una S. Messa sarà celebrata il 26 Gennaio alle ore 10.30 presso la Cappella Femminile del Museo.


PROGRAMMA
Lunedì, 27 Gennaio 2014
- 9.45: partenza della fiaccolata delle scuole di ogni ordine e grado dal binario 17 di Porta Nuova (lato Via Sacchi) fino alle celle dei condannati a morte de “Le Nuove”. 
- 11.45: Braccio Femminile del Museo l’artista milanese Fausta Squatriti presenta una personale “In memoria” sul dramma del razzismo, problema che coinvolge l′umanità intera anche oggi. Un libro in copia unica nel quale sono assemblati in forma di racconto vari materiali iconografici posto in relazione tra di loro. Le pagine più toccanti sono quelle in cui sono riprodotti gli elenchi della incarcerazione conseguente all′arresto di 36 cittadini italiani di religione ebraica, per la maggioranza donne anche molto anziane, schedate come delinquenti, con tanto di loro firma e firma di chi ha operato l′arresto. 36 fiori e frammenti di tessuti che rappresentano i vestiti delle donne incarcerate sono disegnati e raccolti come segno dell’identità perduta di queste persone. Il libro è racchiuso in una scatola di zinco che vuole inoltre alludere ai contenitori per le ceneri, conservate “in memoria” anziché disperse.
- 12.15: la rappresentazione teatrale:” Le ebree de Le Nuove” degli studenti dell’I. I “G. Colombatto” di Torino
- 12.45: momento di silenzio davanti alle celle dei condannati a morte. 

Il 30 ottobre alle ore 16,00 nel Museo del Carcere si inaugura una nuova area espositiva e la mostra “Soldati 70 anni fa” che rimarrà aperta fino al 10 novembre.
Promossa dal “Consiglio piemontese delle Associazioni d’Arma” (Assoarma Piemonte) e dall’Associazione “Nessun uomo è un’isola” in collaborazione con l’Istituto Studi, Ricerche e Informazioni Difesa (ISTRID) per affiancare e sostenere la Giornata delle Forze Armate, la mostra si propone di aprire gratuitamente le porte e una parte del carcere a quanti vorranno respirare l’atmosfera emozionale tra le mura che furono testimoni delle tragedie umane e sociali di tanti Soldati, Partigiani, Deportati ed Ebrei nel periodo 1943-45. La mostra è allestita all’ingresso del Giardino del silenzio, voluto fortemente dall’energico cappellano del carcere padre Ruggero Cipolla per offrire ai carcerati, soprattutto quelli condannati a lunghe pene detentive, uno spazio di riflessione e di preparazione professionale per il reinserimento socio-lavorativo. Sarà l’occasione di rivedere mezzi e armi d’epoca, la jeep Willis che fu il simbolo dell’avanzata alleata, la storica motocicletta tedesca KS 750 Zundapp con sidecar e mitragliatrice e la nostra classica Fiat 508 ancora una volta contrapposte a rievocare le immagini che hanno segnato l’Italia di settant’anni fa. Subito dopo l’inaugurazione, all’interno del famigerato braccio tedesco, tra le celle che ospitano la mostra sugli Internati Militari Italiani, che continua ad attrarre scolaresche, familiari dei Reduci e visitatori, la presentazione dell’anteprima del libro ”600.000 no. La Resistenza degli Internati Militari Italiani”, a cura dell’Associazione ex Internati Italiani e dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza.

INAUGURAZIONE Mercoledì 30 ottobre 2013 ore 16,00

La mostra rimarrà aperta eccezionalmente e gratuitamente tutti i giorni
dal 31 ottobre al 10 novembre
Feriali: dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00
Festivi: dalle 15,00 alle 18,00.

VENERDI′ 25 OTTOBRE 2013
alle ore 20,00 
Entrata e visita alle cinte e al giardino del Museo delle Carceri.

alle ore 20,45
Spettacolo teatrale:
Esistere x Resistere

SABATO 26 OTTOBRE 2013
alle ore 20,00 
Entrata e visita alle cinte e al giardino del Museo delle Carceri.

alle ore 20,45
Spettacolo teatrale:
Esistere x Resistere

Tariffe d′ingresso
Intero: € 6,00
Ridotto: € 4.00 (riservato a Studenti ed adulti Over 60) 

Il biglietto d′ingresso comprende la visita guidata alle cinte e al giardino del Museo delle Carceri e lo Spettacolo "Esistere per Resistere"

I momenti storici collettivi possono essere ricordati in molteplici maniere, partecipando a iniziative culturali esterne per comprendere ed attualizzare i valori sottesi a certi episodi importanti della società. Il percorso storico museale è strettamente collegato con la società esterna, di cui è specchio, ancora più durante la Seconda Guerra Mondiale. 
La ricorrenza del 70° Anniversario della Resistenza comprende anche la sofferenza dei carcerati. Quale sofferenza? I sacrifici affrontati sin dall’inizio della Guerra di Liberazione per la scelta decisiva: SI o NO alla guerra e al Nazifascismo. 
Anche noi oggi siamo chiamati a fare le nostre scelte, partendo da questo luogo per trasmettere testimonianze e valori alla società di oggi. 
Il carcere era stato da sempre usato come strumento di repressione politica. Con l’ascesa del Fascismo al potere, già mel 1922, innumerevoli antifascisti, giovani renitenti alla leva, soldati disertori nonché prigionieri di guerra finirono in prigione. I detenuti patirono in modo disumano il carcere ancor più dopo l’8 Settembre 1943.
Se da un lato 650.000 Militari Italiani furono internati nei lager nazisti e successivamente anche nei lager sovietici, dall’altro i nazisti tedeschi con altri militari seguaci di Hitler, occuparono il carcere “Le Nuove”, in particolare il famigerato 1° Braccio. Tutti militari: vittime e carnefici.
Le sofferenze patite dai prigionieri in questo carcere, pur essendo inaudite ed inimmaginabili, furono affrontate con grande coraggio fino a sacrificare la propria vita per non tradire la scelta fatta insieme con altri.
L’attuale percorso storico museale ha lo scopo di sottolineare che nella vita bisogna saper scegliere, specialmente in certi momenti cruciali a livello individuale e sociale. 

La mostra è vivitabile lungo il percorso del Museo.

In occasione del 70° Anniversario dell′inizio della Guerra di Liberazione, il museo del Carcere LE NUOVE in collaborazione con l′ISTRID, ANEI, Corale Carignanese, La Casa di Gionni, Museo Diffuso della Resistenza e con il patrocinio della 3° Circoscrizione Città di Torino, propone tre giornate di eventi ricche di storia.

PROGRAMMA

VEN 06/09: ore 21.00 - VISITA NOTTURNA al museo con "Messaggi dalla Memoria" a cura de La Casa di Gionni

SAB 07/09: ore 15.00 e ore 17.00 - VISITE GUIDATE al museo con "Messaggi dalla Memoria" a cura de La Casa di Gionni

SAB 07/09: ore 20.00 - SPETTACOLO TEATRALE "Esistere x Resistere" - Ingresso Libero

DOM 08/09: ore 10.30 - SS. MESSA c/o Cappella Femminile del Museo del carcere LE NUOVE

DOM 08/09: ore 15.00 - VISITA GUIDATA al museo

DOM 08/09: ore 16.00 - Presentazione Mostra sugli Iternati Militari Italiani - Ingresso Libero

DOM 08/09: ore 17.00 - CONCERTO "PIEMONTE E RESISTENZA" a cura della Corale Carignanese. A conclusione visita alle celle dei condannati a morte - Ingresso Libero

N.B.: la visita di domenica delle ore 17.00 è sospesa.

Ricordare, ripercorrere, rielaborare sono tre momenti che costituiscono la base di partenza di un percorso interpretativo dove elementi di carattere interdisciplinare concorrono a deli-neare “nuovi livelli conoscitivi” tesi a modificare l’immaginario collettivo riguardante il campo di concentramento, che nel frattempo si è cristallizzato in ciò che il poeta e scrittore ed ex deportato Jean Cayrol scriveva nel dopoguerra : “continua ripetizione delle medesi-me forme, stato ipnotico delle forme e dei volumi”. Per evitare simili errori è necessario percorrere sentieri non consueti. Il fotografo, avvalendosi delle proprie capacità tecniche non disgiunte da una ricerca estetica, procede co-me se navigasse in un fiume carsico alla ricer-ca di improvvise illuminazioni che possano contribuire al disvelamento delle possibilità insite nell’immagine fotografica.
Tuttavia la risposta definitiva viene affidata alla camera oscura, dove le tre premesse iniziali, confluite nel negativo, saranno oggetto di un processo di “verifica” filtrato dalla luce dell’ingranditore.
Renzo Carboni

La mostra sarà visibile durante le viste del percorso museale.

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