Fonti giornalistiche ( Torino Cronaca , 18-2-2010, p. 15; La Stampa , 18-2-2010, p. 67) hanno pubblicato rispettivamente gli articoli "Il museo del penitenziario rischia di scomparire", "Tensioni tra Comune e Demanio sul futuro del Museo".
Queste notizie date al pubblico vengono attribuite ai responsabili delle nostre istituzioni libere e democratiche.
Per non dimenticare la memoria della nostra identità civile, l'Associazione “Nessun uomo è un'isola” ritiene opportuno collaborare al meglio con tutti gli enti pubblici e privati e ribadisce di continuare a sviluppare in sinergia le varie attività intraprese con le istituzioni locali, nazionali ed internazionali.
La verità dei fatti riguarda il percorso storico- museale del Carcere”Le Nuove” , con ingresso da Via Paolo Borsellino n. 3. E' una realtà storica iniziata 34 anni fa (1976) da Padre Ruggero, che aveva assistito 72 condannati a morte e cappellano delle carceri torinesi per cinquanta anni. E' un patrimonio universale di umanità che tocca la storia di tre secoli: la seconda metà del XIX, tutto il XX e l'inizio del XXI.
A partire dal 1995, gli Amici di Padre Ruggero hanno cercano di accettare il suo invito a continuare questa opera di testimonianza. Dieci anni fa (2001) si costituisce il Comitato “Nessun uomo è un'isola” che opera gratuitamente e in modo autonomo per la organizzazione delle attività educative. Nel 2005 il Comitato diventa giuridicamente Associazione ONLUS, soggetto autonomo nella manutenzione dei locali e nella gestione delle risorse culturali, professionali ed economiche. Nell'arco di questi anni sono state conservate al meglio le parti strutturali del percorso, da tutti constatabili a livello cittadino ed istituzionale, sono state effettuate ogni anno visite dalle 15 alle 20mila presenze, italiane e straniere. Il protocollo d'intesa con l'Amministrazione Penitenziaria, per l'uso degli spazi concernenti il percorso storico museale (12 luglio 2006), a condizione che tutte le spese della messa a norma per le visite del pubblico e la gestione delle varie iniziative fossero a carico dell'Associazione “Nessun uomo è un'isola”, nonché l'appartenenza regionale del suddetto Museo del Carcere al circuito dei Musei Torino - Piemonte sin dal 2008, dopo un anno di monitoraggio senza compenso di 1.421 ingressi con carta annuale e card Piemonte.
Altre collaborazioni con l'assessorato all'istruzione, alla cultura, al turismo, con il Museo Diffuso, le varie associazioni combattentistiche, l'A.N.P.I. del Martinetto, la “Torino e oltre” attualmente GranTour, il Politecnico, l'Università, la Direzione del Carcere “Lorusso e Cutugno”, gruppi parrocchiali e del dopolavoro, di pensionati, alcune agenzie di viaggio e di eventi coerenti con i significati simbolici di questo luogo.
Si precisa che le molteplici proposte educative sono state realizzate nel massimo rispetto del patrimonio tutelato dalla Sovrintendenza.
In attesa di definire per iscritto le varie convenzioni con il Demanio e il Comune di Torino, l'Associazione “Nessun uomo è un'isola” ha già fatto realizzare a proprie spese la prima fase di studi preliminari del progetto Museo del CARCERE LE NUOVE di Torino (Architetti Christoph KAPELLER, 639 S. Spring St. Suite 4° Los Angeles (U.S.A.) e Guido ICARDI, Via Roma, 61 Costigliole d'Asti (AT) che potrebbe ben integrarsi con le altre parti costitutive assegnate agli Uffici giudiziari e per la biblioteca forense, perché metterebbe in evidenza la loro massima valorizzazione.
Le parti carcerarie del percorso storico – museale de LE NUOVE sono un monumento di se stesso, con una storia e un museo peculiari. Le parti architettoniche del Femminile, della 1. rotonda con la scala a chiocciola, del famigerato 1.° Braccio tedesco, delle cappelle, dei cubicoli, delle celle dei condannati a morte, sono unica memoria a livello urbano o nazionale.
La storia racchiusa nel percorso esalta la Resistenza e comprende il periodo risorgimentale, crispino, della Prima Guerra Mondiale, del 2° dopo guerra e del terrorismo.
Il Museo, allestito da Padre Ruggero nel 1976, verte sul carcere nel tempo, sulla deportazione, sulla Resistenza, sul trattamento penitenziario e sull'ultima esecuzione capitale in Italia.
Trattandosi di una realtà nascosta che rispecchia la società, molteplici sono gli aspetti che si possono evidenziare: visite, iniziative artistiche, attività culturali e progetti educativi.
Le visite scolastiche e del pubblico si articolano nella presentazione della sofferenza specifica del carcere e nella memoria storica di tanti prigionieri che hanno patito fino alla morte per il rispetto della dignità umana.
Le attività artistiche non vengono svolte nel carcere come contenitore ma si radicano in esso come luogo simbolico per trovare ispirazione e scoprire significati esistenziali che l'artista. materializza nelle sue opere.
Le attività culturali e ricreative sono svolte in stretto collegamento con i significati simbolici del carcere.
I progetti educativi sono finalizzati allo sviluppo di alcune tematiche individuali e sociali secondo i principi fondamentali della Costituzione italiana.
Le ricadute sui visitatori e su ognuno che per le suddette ragioni entra a contatto con il carcere “Le Nuove”, migliorano l'immagine della città e, soprattutto, stimolano la formazione permanente dell'individuo che diventa libero da pregiudizi per essere un cittadino italiano, europeo e del mondo.
L'obiettivo della presente è ribadire il nostro proposito di salvaguardare questo patrimonio dell'umanità che si integra coerentemente con le parti del carcere destinate agli uffici giudiziari.