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COSTITUZIONE – DENOMINAZIONE – SEDE – DURATA
E’ costituita, ai sensi della legge 266/91, l’Associazione di volontariato denominata “Nessun uomo è un’isola”.
L’Associazione ha sede in Torino, Via Guido Reni 151 – 10137 Torino.
Il consiglio direttivo potrà liberamente stabilire altrove purché sul territorio italiano l’apertura di altre sedi operative.
La durata dell’Associazione, in considerazione della perennità dello scopo, è illimitata e l’Assemblea generale degli associati ne potrà determinare lo scioglimento con le modalità previste dal presente statuto.
L’Associazione, perseguendo esclusivamente finalità di solidarietà sociale, basa il proprio impegno sui principi del volontariato così come previsti dalla legge 266/91, e pertanto i suoi scopi sono:
- Svolgere la propria attività nel settore della promozione, tutela e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ora sostituita dal D. Lgs. 20 ottobre 1999, n. 490, ed in particolare promuovere iniziative idonee alla conservazione, rifunzionalizzazione e valorizzazione dell’ex Casa Circondariale “Le Nuove” di Torino con le sue aree di pertinenza come patrimonio architettonico, storico, culturale e sociale a disposizione della comunità locale e regionale;
- Far conoscere all’opinione pubblica le attività, l’operato e l’evoluzione storica dell’Amministrazione Penitenziaria a Torino e in Piemonte nonché progettare percorsi scolastici di educazione alla legalità e attività statutarie istituzionali mirate a sensibilizzare gli studenti e i giovani sulle problematiche del disagio sociale, della devianza e della criminalità;
- Perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel detto settore in conformità all’art. 10, comma 1, lettera b), e comma 4 del D. Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460.
In particolare per la realizzazione dello scopo prefisso e nell’intento di agire a favore di tutta la collettività, l’Associazione si propone in particolare di:
- Richiamare l’attenzione delle istituzioni e degli Enti territoriali, pubblici e privati, affinché riconoscano l’importanza del patrimonio architettonico dell’ex Casa Circondariale “Le Nuove” in quanto memoria storica per l’intera collettività, nonché dare loro un contributo all’individuazione delle risorse utili per la realizzazione delle varie iniziative;
- Proporre la realizzazione di strutture e servizi funzionali per soddisfare le numerose esigenze dell’Amministrazione Penitenziaria non solo a livello locale ma anche a livello regionale, tenendo conto dell’ampiezza della struttura architettonica dell’ex Casa Circondariale “Le Nuove” di Torino, delle pertinenze connesse nonché della centralità della sua ubicazione rispetto alle unità e ai servizi penitenziari dislocati in Piemonte;
- Sollecitare l’interesse e la collaborazione di altri enti ed istituzioni per accorpare nella stessa struttura architettonica anche altri reperti e documenti di valore storico – culturale – scientifico;
- Promuovere l’esigenza di strutture edilizie regionali per il soggiorno e per lo svolgimento di attività didattiche di aggiornamento, riqualificazione e formazione professionale degli operatori penitenziari e degli aspiranti assistenti volontari penitenziari, nonché per attività di formazione integrata e congiunta di diversi operatori coinvolti nelle attività penitenziarie, post-penitenziarie e nelle azioni di reinserimento socio-lavorativo di detenuti ed ex-detenuti;
- Favorire la disponibilità di strutture adeguate alle attività di formazione professionale degli ex-detenuti italiani e stranieri;
- Costituire un punto di ascolto e di accoglienza per ex-detenuti italiani e stranieri;
- Favorire la creazione di opportunità lavorative per detenuti o ex detenuti da impiegare nella manutenzione del complesso architettonico ristrutturato e nella gestione delle diverse iniziative poste in essere, e, inoltre, nella sperimentazione di attività lavorative socialmente utili;
- Suggerire spazi idonei per la valorizzazione di manufatti, la diffusione degli elaborati grafici, informativi, culturali, artigianali ed artistici prodotti dai detenuti e dagli ex-detenuti;
- Segnalare strutture edilizie per ospitare la conferenza regionale del volontariato penitenziario, il coordinamento regionale degli assistenti volontari penitenziari e delle loro associazioni locali, la commissione regionale con i suoi sottogruppi operativi sulla devianza e criminalità, il coordinamento regionale dei gruppi operativi locali (G.O.L.), un organismo interistituzionale preposto al coordinamento funzionale delle iniziative, dei progetti e dei programmi concernenti il settore penitenziario e post – penitenziario, il privato sociale con la specifica competenza di diffondere, seguire l’evoluzione e verificare: i protocolli di intesa, gli accordi di programma, le azioni territoriali di scopo, le convenzioni, i patti territoriali;
- Rappresentare l’illustrazione storica nonché l’ubicazione delle diverse strutture carcerarie della regione Piemonte;
- Avanzare proposte per allestire un museo storico delle uniformi e dell’ornamento degli operatori penitenziari;
- Contribuire ad integrare e curare il museo della resistenza e della deportazione;
m) Contribuire a mantenere viva la memoria del sacrificio dei condannati a morte della Resistenza mediante la cura delle celle dove sono stati rinchiusi i condannati in attesa dell’esecuzione, attraverso un percorso itinerante costellato di lumini a testimonianza e ricordo per le nuove generazioni.
n) Valorizzare la chiesa, luogo di sollievo morale e spirituale dei carcerati che, attraverso la particolare struttura a cubicoli, potevano solo ascoltare la voce del sacerdote, mantenendone la funzionalità e la suggestività con addobbi floreali e ceri.
- Istituire un centro di documentazione e di studi penitenziari con annessa biblioteca;
- Individuare l’utilità di ristrutturare il teatro per adibirlo a manifestazioni culturali, educative e didattiche anche aperte al pubblico;
- Costruire percorsi storico-culturali per visite guidate destinate alle scuole ed ai gruppi interessati.
Per lo svolgimento delle suddette attività l’Associazione può avvalersi sia di prestazioni retribuite sia gratuite.
Le attività dell’Associazione sono svolte prevalentemente tramite le prestazioni fornite dai propri associati.
L’attività degli aderenti non può essere retribuita in alcun modo nemmeno da eventuali diretti beneficiari.
Agli aderenti possono solo essere rimborsate dall’Associazione le spese vive effettivamente sostenute per l’attività prestata, previa documentazione.
E’ vietato svolgere attività diverse da quelle sopra menzionate ad eccezione di quelle direttamente connesse.
E’ fatto obbligo di impiegare gli utili o avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
L’Associazione è apolitica, aconfessionale ed apartitica, ha struttura democratica, non ha fini di lucro, non può distribuire utili sotto qualsiasi forma, non può svolgere attività di impresa e svolgerà il servizio in maniera totalmente gratuita, con assoluto divieto di ricevere compenso alcuno per le prestazioni svolte.
- ASSOCIAZIONI E CONTRIBUTI
Possono far parte dell’Associazione tutti coloro i quali, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividano lo spirito e gli ideali.
Il numero degli associati è illimitato, ma non può essere inferiore a 10.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso.
Non è possibile prevedere alcuna differenza di trattamento fra i soci riguardo ai diritti e ai doveri nei confronti dell’Associazione.
La qualità di associato cessa, oltre che per dimissioni per espulsione che può essere decretata dal Consiglio Direttivo per:
- condotta contraria agli ideali, agli interessi ed agli scopi dell’Associazione;
- indegnità morale;
- grave inosservanza delle norme statutarie e delle delibere degli organi associativi;
- mancato versamento della quota associativa, per due anni consecutivi, trascorsi due mesi dall’eventuale sollecito. E’, in ogni caso, fatta salva la perseguibilità delle quote associative insolute al momento della espulsione.
Il provvedimento di espulsione è di competenza del Consiglio Direttivo che lo adotta a maggioranza assoluta dei propri membri ed è insindacabile.
Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.
Tutti i soci sono obbligati:
- ad osservare il presente statuto, gli eventuali regolamenti interni e le deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi;
- a mantenere sempre un comportamento corretto nei confronti dell’Associazione;
- a versare la quota associativa;
- a prestare la loro opera a favore dell’Associazione in modo personale, spontaneo e gratuito.
Tutti i soci hanno diritto:
- a partecipare effettivamente alla vita dell’Associazione;
- a partecipare all’Assemblea con diritto di voto;
- ad accedere alle cariche associative;
- a prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’Associazione.
- ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Sono organi dell’Associazione.
- L’Assemblea dei soci;
- Il Consiglio Direttivo;
- Il Presidente ed eventualmente un Vice Presidente;
- Il Collegio dei Sindaci.
Tutte le cariche associative sono gratuite, salvo il diritto al rimborso delle spese vive effettivamente sostenute in ragione dell’incarico ricoperto.
ASSEMBLEA DEI SOCI
L’Assemblea dei soci è costituita da tutti i soci in regola con il pagamento delle quote associative e può essere ordinaria e straordinaria.
E’ l’Organo sovrano dell’Associazione ed è presieduta dal Presidente dell’Associazione.
In caso di impedimento ed assenza dello stesso, dal Vice Presidente, se nominato; in caso di impedimento ed assenza anche di questi, da persona designata dall’Assemblea stessa.
L’Assemblea viene convocata almeno una volta l’anno con delibera del Consiglio Direttivo o su richiesta scritta di almeno un terzo dei componenti dell’Assemblea stessa.
Le convocazioni sono fatte dal Presidente con avviso contenente la data, l’ora, il luogo e gli argomenti da trattare, la comunicazione potrà arrivare nei seguenti modi: mezzo posta, fax ed e-mail con ricevuta di ritorno, telegramma o a mano, di ciascun associato almeno 5 (cinque) giorni prima, in caso di urgenza almeno 2 (due) giorni prima della data fissata per la riunione.
Essa può essere convocata nella sede dell’Associazione o altrove, purché in Italia.
L’Assemblea, sia ordinaria sia straordinaria, è validamente costituita, in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà più uno dei soci.
In seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita, qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati.
Le delibere dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti dei presenti in assemblea.
Le delibere dell’Assemblea devono essere inserite nel libro verbale delle riunioni e deliberazioni dell’Assemblea.
Gli associati possono farsi rappresentare in Assemblea, per mezzo di delega sottoscritta, solamente da altri associati: ogni associato non potrà avere più di 2 deleghe.
L’Assemblea ordinaria indirizza tutta l’attività dell’Associazione ed in particolare:
- approva il bilancio consuntivo e preventivo;
- approva relazione morale e finanziaria;
- elegge il suo Presidente, i componenti del Consiglio Direttivo e dell’eventuale Collegio dei Sindaci;
- delibera l’eventuale regolamento interno e le sue variazioni;
- delibera l’esclusione dei soci;
- delibera su tutti gli altri oggetti sottoposti al suo esame dal Consiglio Direttivo;
- delibera l’eventuale scioglimento dell’Associazione;
- delibera le modifiche allo Statuto che, in caso di riconoscimento della persona giuridica dell’Associazione, dovranno essere sottoposte all’autorità competente per l’approvazione secondo le modalità di legge;
- adempiere ad ogni altra funzione attribuitagli dal presente Statuto.
CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo è formato da un numero minimo di 5 (cinque) fino ad un numero massimo di 9 consiglieri eletti dall’Assemblea e dura in carica 3 (tre) esercizi ed è rieleggibile.
Nell’ipotesi in cui vengano a mancare uno o più membri del Consiglio Direttivo, gli altri provvedono a sostituirli con deliberazione approvata dal Collegio dei Sindaci; i consiglieri così nominati restano in carica sino alla prossima assemblea che provvederà alla loro conferma o sostituzione; anche se confermati dall’Assemblea, i consiglieri così nominati restano in carica sino alla scadenza del Consiglio direttivo cui partecipano.
Se viene meno la maggioranza dei consiglieri, quelli rimasti in carica devono convocare l’Assemblea perché provveda alla sostituzione dei mancanti; i consiglieri nominati dall’Assemblea scadono insieme con quelli in carica all’atto della loro nomina.
Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente ed ogni qualvolta almeno i 3/5 dei membri dello stesso lo ritengano necessario e quindi ne provochino la convocazione.
Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando siano presenti la maggioranza dei suoi componenti.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti.
Il Consiglio Direttivo sia ordinario sia straordinario, è convocato mediante avviso contenente la data, l’ora, il luogo e gli argomenti da trattare, la comunicazione potrà arrivare nei seguenti modi: mezzo posta, fax ed e-mail con ricevuta di ritorno, telegramma o a mano, di ciascun associato almeno 5 (cinque) giorni prima, in caso di urgenza almeno 1 (uno) giorno per mezzo di una telefonata o verbalmente prima della data fissata per la riunione.
Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, esclusi soltanto quelli riservati all’assemblea, tra cui, in particolare:
- nomina nel suo seno uno o più Vice Presidenti, il Segretario;
- formulare l’indirizzo generale dell’attività dell’Associazione e curarne l’esecuzione;
- programmare iniziative e progetti specifici di servizio e di formazione dei volontari;
- propone le modifiche allo Statuto da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
- decidere su ogni provvedimento ritenuto utile per il buon andamento dell’associazione e per la realizzazione degli scopi associativi, nonché su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario per la gestione dell’associazione, senza limitazione di sorta;
- deliberare l’espulsione degli associati;
- determinare le quote associative annuali nonché stabilire criteri, misura e modalità di riscossione;
- predisporre i bilanci annuali da presentare all’assemblea per l’approvazione, deliberare l’impiego dei fondi di cassa;
- accettare donazioni e contributi da terzi;
- deliberare l’acquisto e la vendita dei beni mobili ed immobili;
- assumere e licenziare personale dipendente;
- provvedere ad ogni incombenza rimessa alla sua competenza.
PRESIDENTE
Il Presidente dura in carica 3 (tre) esercizi ed è rieleggibile, ad egli spetta la legale rappresentanza dell’Associazione, anche in giudizio.
Il Presidente:
- provvede a dare esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo;
- vigila sulla coerenza delle attività con gli obiettivi e le motivazioni ideali dell’Associazione;
- vigila su tutti gli atti economici ed amministrativi dell’associazione;
- svolge tutti i compiti e le funzioni che gli sono affidati dal Consiglio Direttivo;
- provvede alle convocazioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio Direttivo e le presiede;
- predispone una relazione morale sull’attività dell’Associazione e ne riferisce all’assemblea unitamente al bilancio annuale.
COLLEGIO DEI SINDACI
Il Collegio dei Sindaci è composto da 1 (uno) membri scelti anche al di fuori degli associati, che durano in carica tre esercizi.
Al Collegio dei sindaci si applicano, in quanto compatibili, le norme di cui all’art. 1397 e segg. c.c. fermo restando che la loro carica è gratuita, salvo rimborso spese.
- PATRIMONIO – ESERCIZIO – BILANCIO
L’associazione ha autonomia patrimoniale, economica e finanziari.
Il patrimonio dell’Associazione è costituito:
- dai beni mobili ed immobili che, a qualsiasi titolo legittimo divengano di proprietà dell’Associazione;
- delle somme acquisite al patrimonio o accantonate per qualsiasi titolo, fino a che non siano erogate.
L’associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:
- contributi degli aderenti e di privati;
- contributi dello Stato, di Enti e Istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche o documentate attività o progetti.
- contributi di Organismi Internazionali;
- donazioni e lasciti testamentari;
- entrate patrimoniali
- entrate derivanti da convenzioni;
- entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
- beni mobili o immobili pervenuti all’Associazione a qualsiasi titolo.
I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’Assemblea che ne determina l’ammontare.
E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
L’Associazione deve impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
L’esercizio finanziario ha inizio il 1° gennaio di ciascun anno e si chiude il 31 dicembre dello stesso.
Al termine di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio preventivo e consuntivo e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea dei soci.
Esso deve essere depositato presso la sede dell’Associazione entro i quindici giorni precedenti la seduta per potere essere consultato da ogni associato.
Il bilancio con la relazione morale del Presidente è sottoposto all’approvazione dell’Assemblea Generale entro 4 (quattro) mesi dalla chiusura dell’esercizio precedente.
- SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
Lo scioglimento dell’Associazione può essere deliberato dall’Assemblea Generale con voto favorevole di almeno i 3/4 degli aventi diritto.
In caso di liquidazione l’Assemblea Generale nomina uno o più liquidatori scelti al di fuori dell’Associazione e ne determina i poteri.
L’Assemblea Generale determina anche la destinazione del residuo patrimonio sociale ad altre organizzazioni di volontario nell’ambito territoriale di riferimento, operanti in identico od analogo settore fatta salva una diversa destinazione imposta dalla legge.
Per quanto non previsto dal presente Statuto si fa riferimento al codice civile e ad altre norme di legge vigenti in materia di volontariato.