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A
cura dell’Associazione
ONLUS
“Nessun Uomo è un’isola“

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Orari di apertura |
Tutti i giorni
ore 10.00 – 19.00
Venerdì
ore 10.00 – 23.00
29 giugno/3 luglio – 10/12 luglio: apertura straordinaria
ore 10.00 – 23.00
Costo ingresso:
7.00 €
Sconti:
5.00 € ridotto
(studenti universitari, over 65)
Ingresso libero
under 18, con Abbonamento Torino-Piemonte Musei 2008 e Torino+Piemonte Card
Ingresso libero
mercoledì
ore 13.00-15.00
DURANTE LA MANIFESTAZIONE LE VISITE AL MUSEO SARANNO EFFETTUATE COME DI CONSUETO |
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28 Giugno – 12 Ottobre
2008 |
La mostra “Flexibility - design in a fast-changing
society” si interroga sui legami tra flessibilità
e design, dove per flessibilità si intende la facilità
con cui un sistema o un suo componente si può modificare
e adattare all'uso in applicazioni o ambienti diversi da quelli
per cui è stato appositamente progettato.
Un percorso narrativo ed esperienziale esplora i molteplici modi
di progettare il mondo e la società a partire da un concetto
di adattatività, nell’ottica di trasformare gli ambienti
cittadini e urbani in luoghi più duttili, spazi durevoli,
ma anche accoglienti e modificabili.
Alle “Carceri, Le Nuove” la mostra
si snoda lungo i corridoi intervallati dalle celle di prigionia
disegnando un percorso in tre tappe, scandito dai risultati della
ricerca musicale di tre sound designers. L’effetto è
stridente e di impatto: l’apologia della flessibilità
e la costrizione del luogo dialogano, dando vita a un singolare
ossimoro concettuale.
Nello spazio circolare del panopticum, da cui si diramano i bracci
di detenzione, la mostra introduce il visitatore ai molteplici
significati oggi attribuiti al concetto di flessibilità.
A seguire, nel braccio maschile, sono proposti esempi di oggetti
e soluzioni di design efficaci in termini di adattabilità
e versatilità e applicabili all'interno delle nostre case,
negli ambienti di lavoro, nello città. A chiosa, il percorso
espositivo si conclude nel braccio femminile mettendo in scena
dieci installazioni create appositamente da altrettanti designer
emergenti nel panorama internazionale.
Un tragitto articolato per proporre e sostenere
la flessibilità come approccio progettuale, nonché
come processo da imparare ed esercitare per sfruttare opportunità
imprevedibili e affinare la capacità di adattamento, e
quindi di sopravvivenza, dell’individuo.
Un workshop e un dibattito completano la mostra:
Il 26/27 giugno si tiene un workshop con i designers delle installazioni
esposte per promuovere la discussione sulle questioni sollevate.
La partecipazione è aperta a studenti e professionisti,
che -in due sessioni differenti- possono esplorare i processi
di design applicati alla città di Torino.
Il 28 giugno ha luogo un dibattito aperto al pubblico per analizzare
e riflettere su alcuni dei progetti sviluppati dai designer per
la mostra, così come su altri specifici aspetti relativi
alla Flessibilità. Il dibattito è presieduto dalla
curatrice della mostra e da Alice Rawsthorn, critica di design
per l’International Herald Tribune.
10 designer coinvolti nei 10 progetti/installazioni:
Curatrice: Guta Moura Guedes
Portoghese, con un percorso eclettico di studi che spaziano dalla
musica alla biologia e al management fino alla laurea in Architettura,
è stata tra i fondatori, a Lisbona,di Experimenta, un’associazione
culturale per la promozione della cultura del design
di cui è diventata presidente nel 2002. Tra le attività
dell’associazione, la Biennale Experimenta Design è
forse la più importante e conosciuta a livello internazionale.
Dal 2004 al 2005 ha ricoperto anche il ruolo di Amministratore
del Centro Culturale di Bélem.
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Opening: Saturday 28th June 2008 |
Labyrinths of roads, agglomerations of buildings,
mazes of relations. In 2050 over 90% of the world's population
will live in cities, places that already today are characterised
by growing complexity. The urban panorama is a system of close-knit
connections between material objects and immaterial factors produced
by man.
But just how inflexible are the everyday structures
and products that we design and use? Or just how adaptable or
transformable are these objects? In fact, the structure and products
used every day are characterised by rigidity and poor adaptability.
Flexibility allows us to respond to a context
that is changing, at an ever increasing pace and producing unexpected,
sometimes disruptive, results. Flexibility allows us to exploit
unpredictable opportunities, to break down walls, to leave well-trodden
paths, to step away from pre-packaged solutions.
Flexibility represents our capacity to be adaptable
as human beings and therefore to survive.
At the “Ex-Carceri, Le Nuove”, former
Torino’s prison, Flexibility_Design in a Fast-Changing Society
show begins outside and stretches out along the corridors flanked
by the cells, creating a route in three stages, with the sound
track from the research of two invited music and sound designers.
The effect is strident and of great impact: the defence of flexibility
and the constriction of the place interact, giving life to a particular
conceptual oxymoron.
Beginning in the courtyard and in the garden, the exhibition introduces
visitors to the multitude of meanings attributed to the concept
of flexibility. After this, in the circular space of the panopticum,
from which the prison wings reach out, examples are proposed of
effective design objects and solutions in terms of adaptability
and versatility and that can be applied in our houses, workplaces
and cities. At the end, the exhibition route finishes in the men's
wing and in the women's wing where ten projects/installations
created specially by ten rising designers on the international
stage are on show.
A multi-faceted voyage proposes and supports flexibility as a
design approach, as well as a process to learn and practise so
as to exploit unpredictable opportunities and refine the capacity
for individual adaptation.
10 designers conceived 10 projects/installations
more information at
www.torinoworlddesigncapital.it
press@torinoworlddesigncapital.it
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